Sulle tracce della grande fauna appenninica, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Escursioni e Wildlife Watching nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: viaggio nella terra dell’Orso Bruno Marsicano e del Camoscio Appenninico. Osservazioni, biologia e metodi di indagine, stato di conservazione della specie e relative problematiche con le interazioni umane delle due specie simbolo dell’area protetta più antica d’Italia. Possibilità di osservare anche cervi, lupi, aquile ed altri animali presenti nell’area protetta più antica d’Italia che conta 65 specie di mammiferi, 230 di uccelli, 14 di rettili, 10 di anfibi, 15 di pesci e 4764 specie di insetti, comprendenti importanti endemismi.

Nazione: Italia

Regioni: Abruzzo, Molise

Durata totale: 7 Giorni

Giorni di trek: 5

Periodo: Maggio – Ottobre

Difficoltà: Media

Tipologia di trek: Residenziale con 1 pernotto in rifugio

Pernottamento: Albergo, Bed and Breakfast, Rifugio

Primo giorno: arrivo a Barrea, incontro con le guide, sistemazione in Albergo/B&B. Presentazione del programma e breve escursione dedicata all’osservazione della fauna selvatica. Rientro in albergo per cena e pernotto.

Secondo giorno: Lago Vivo e Valle Lunga

Colazione ed escursione al Lago Vivo, ampia conca di origine carsica che nella stagione primaverile ospita uno dei pochi laghi naturali appenninici. Zona frequentata dall’orso e da numerosi ungulati che nella conca trovano acqua e cibo a sufficienza, dove verrà svolta una sessione di osservazione. A seguire si raggiunge la Valle Lunga, ai piedi dei Monti della Meta, zona di pascolo di numerosi cervi e, in prossimità delle rupi più scoscese, del camoscio appenninico. Nel pomeriggio ritorno su Lago Vivo per seconda sessione di osservazione. Rientro al crepuscolo con l’aiuto di torce. Cena e pernotto.

Sviluppo: 11 km – dislivello: salita 800 m – discesa: 800 m – Sentieri K4 – K5 – K3

Terzo Giorno: Pescasseroli – Pianoro di Terraegna. Pernotto in rifugio

Colazione e spostamento a Pescasseroli per escursione al Pianoro di Terraegna dove verranno svolte due sessioni di osservazione (alba e tramonto). La cena ed il pernotto e la colazione del giorno successivo, si svolgeranno presso l’accogliente Rifugio di Terraegna, recentemente ristrutturato, che dispone di due bagni, acqua calda ed energia elettrica oltre che di un’ampia sala pranzo, e due camere per un totale di 10 + 2 posti letto.  

Sviluppo: 7 km – dislivello: salita 550 m – discesa: 0 m – Sentieri Z1 – A1

Quarto giorno: Passo del Diavolo – Val Cervara – Pescasseroli

Al ritorno a valle, a piedi o con pickup, si parte per un’escursione all’interno di uno dei territori che vede un’alta concentrazione di orsi: la Cicerana, Vallone Lampazzo e Val Cervara. L’obiettivo di questa uscita escursionistica è anche la foresta vetusta della Val Cervara, che ospita gli alberi di faggio (Fagus Silvatica) più vecchi dell’emisfero nord e rientra dal luglio 2017 nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Raggiunta la foresta, si chiude l’escursione rientrando a Pescasseroli per poi tornare a Barrea in albergo.

Sviluppo con rientro in pickup: 11 km – dislivello: salita 670 m – discesa: 900 m – Sentieri R4 – R5 – B2

Sviluppo con rientro a piedi: 18 km – dislivello: salita 670 m – discesa: 1450 m – Sentieri A1 – Z1 – R4 – R5 – B2

Quinto giorno: Monte Meta, nel regno del Camoscio Appenninico

Colazione e spostamento a Campitelli di Alfedena per escursione ad anello sul Monte Meta dedicata all’osservazione del camoscio in uno dei luoghi più remoti e selvaggi del Parco. Areale del Camoscio Appenninico ma anche territorio dell’orso, del lupo e dell’aquila, della vipera dell’orsini, oltre ai numerosi ungulati che popolano le praterie di quota. Dalla vetta, lo sguardo si apre su tutto il parco e, nelle giornate più terse, arriva fino alle isole di Ponza, Ischia e Capri, il Vesuvio, il Corno Grande ed il Monte Amaro della Majella.

Spostamento a Pizzone per cena in ristorante e pernotto in B&B.

Sviluppo: 10 km – dislivello: salita 900 m – discesa: 900 m – Sentieri L1 – M1 Pnalm

Sesto giorno: la Valle di Mezzo, l’altopiano della Ferruccia ed il Monte Marrone

La Valle di Mezzo, ai piedi della catena delle Mainarde è un luogo in cui vivono centinaia di ungulati (cinghiali, cervi, caprioli) ma anche l’orso, il lupo ed il gatto selvatico oltre a moltissimi uccelli ed anfibi. Dall’alto di una rupe che affaccia in un’ampia radura, dopo la consueta sessione di osservazione, il percorso riprenderà per raggiungere il Monte Marrone, la propaggine più meridionale del parco, dove riposeremo nei pressi della capanna di Charles Moulin, pittore francese che lascio Parigi agli inizi del 1900 per vivere in questi luoghi che molto ispirarono le sue opere. Nel pomeriggio sessione di osservazione presso l’Altopiano della Ferruccia, luogo di passaggio dell’orso e del lupo e rientro in serata presso agriturismo alle pendici del monte Marrone. Cena con prodotti Km0 e pernotto.

Sviluppo: 10 km – dislivello: salita 950 m – discesa: 1000 m – Sentieri M14 – N2 – M10 – M7

Cosa portare

Borsa con abbigliamento necessario al soggiorno, cappello parasole, crema protettiva, mantella antipioggia, accendino, borraccia da 1 litro/thermos, calze da trekking, coprizaino, giacca in materiale traspirante ed impermeabile, magliette tecniche e intimo, occhiali da sole, scarponi, strato termico (1 o più pile o altro), zaino giornaliero da 30 litri circa, bastoni telescopici, guanti e cappello in lana o pile